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Jerry Yang, il co-fondatore di Yahoo nel ’95, ha lasciato la società PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 13:00

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Jerry Yang – YahooJerry Yang, l’uomo che ha co-fondato Yahoo nel 1995 con David Filo, ha dato le dimissioni dal Consiglio d’Amministrazione della società e di tutte le consorziate — inclusa Alibaba Group, che avrebbe potuto assorbire Yahoo. Una decisione sofferta, ma «inevitabile» e presa in prima persona da Yang. Forse c’è un conflitto d’interessi.

Pare, infatti, che – nonostante la “famigerata” nota, inviata ai dipendenti – Yang fosse contrario alla vendita della società. Probabilmente, la proposta di Alibaba Group è stato un tentativo in extremis per mantenere il controllo di Yahoo. Il declino della popolarità di Yang tra gli impiegati ha avuto un’incidenza sulle dimissioni.

Il futuro di Yahoo potrebbe già essere con Microsoft. Almeno, in Occidente: la nipponica SoftBank potrebbe acquisire le quote di Alibaba Group. Il conflitto tra gli investitori cinesi, vicini a Yang, e quelli giapponesi sarebbe stato determinante. Com’era prevedibile, tutti vogliono accaparrarsi una fetta di Yahoo. Yang non ci sta.

Fotografia | Flickr

Jerry Yang, il co-fondatore di Yahoo nel ’95, ha lasciato la società é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 13:00 di mercoledì 18 gennaio 2012.




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Fedora Packages, una risorsa della comunità per elencare i pacchetti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 13:00

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Fedora PackagesFedora Packages è l’ultimo risultato degli sforzi della comunità di Red Hat per arricchire la documentazione esistente. Proposto tuttora in via sperimentale, è – come s’intuisce dal nome – un elenco dettagliato dei pacchetti installabili sulla distribuzione: equivale agli omonimi disponibili per Debian e Ubuntu, ma sembra migliore.

L’interfaccia di Fedora Packages è essenziale e orientata alla ricerca. Rispetto alle soluzioni create per altre distribuzioni, quella di Red Hat è una risorsa più completa: l’elenco dei dettagli forniti richiama piuttosto Launchpad, la piattaforma di Canonical. Il recupero dei risultati delle ricerche appare particolarmente rapido.

Oltre alle informazioni generali sui pacchetti, alle dipendenze e alle versioni disponibili, Fedora Packages elenca proprio come Launchpad le build create con successo e quelle che presentano degli errori, più le patch sottoposte a revisione. È un archivio generato da Fedora Community — l’applicazione web della comunità di Red Hat.

Fedora Packages

Fedora PackagesFedora PackagesFedora PackagesFedora Packages

Via | Máirín Duffy

Fedora Packages, una risorsa della comunità per elencare i pacchetti é stato pubblicato su Ossblog.it alle 13:00 di mercoledì 18 gennaio 2012.




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Oracle, 78 patch per applicazioni ed OS PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 12:30
Oracle ha pubblicato 78 patch atte a coprire falle riscontrate in Oracle Database, MySQL, Solaris ed altri prodotti della società.

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World IPv6 Launch: Google, Facebook e altri passeranno a IPv6 entro il 6 giugno 2012 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 12:00

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Google, Facebook e altri passeranno a IPv6 entro il 6 giugno 2012Archiviato ormai da tempo il World IPv6 Day, i grandi del web proseguono i loro piani di migrazione alla nuova versione del protocollo IP, destinata a salvare la rete dalla fine degli indirizzi IPv4. Così come per la giornata di prova dello scorso 8 giugno, anche in questo caso a guidare le danze sono in prima linea Facebook e Google, seguite anche da altre piattaforme come Bing e Yahoo. Obiettivo prefissato: completare la migrazione entro il 6 giugno 2012.

Leslie Daigle, CTO di Internet Society, ha commentato così la notizia:

“Il fatto che le più grandi società attraverso i vari ambiti si stiano prefissando importanti obiettivi per partecipare al World IPv6 Launch è ancora un’altra indicazione che IPv6 non è più un esperimento di laboratorio; è qui ed è un importante passo per l’evoluzione di Internet.”

Passo necessario soprattutto per la fine degli indirizzi IPv4, già terminati da alcuni dei RIR, i registri regionali che si occupano della loro assegnazione. Ricordiamo che per noi comuni mortali il passaggio a IPv6 sarà praticamente indolore in quanto già supportato da hardware e software recenti: nel caso in cui temiate il peggio, è sempre disponibile il sito test-ipv6.com, o in alternativa ipv6test.google.com.

Via | Thenextweb.com

World IPv6 Launch: Google, Facebook e altri passeranno a IPv6 entro il 6 giugno 2012 é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 12:00 di mercoledì 18 gennaio 2012.




Link: Downloadblog.it

 
HTML5 è già uno standard tra gli sviluppatori PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 11:55
Non è ancora uno standard, ma di fatto l’utilizzo di HTML5 comincia a essere massiccio e invasivo. Massiccio perché i numeri diffusi da Evans Data Corporation mostrano chiaramente che gli sviluppatori usano già HTML5 nei loro progetti; invasivo perché si tratta di progetti di svariate tipologie, non solo siti di test e piccole realtà individuali. L’indagine [...]
Autore: Kiko
Tags: html5, w3c

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XFCE 4010: è polemica sul version number PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 11:35

Recentemente, anche nelle discussioni generatesi nei commenti rispetto ad alcuni nostri articoli, si è parlato molto del fatto che i principali software della scena open source e non solo, come Firefox o il più blasonato kernel Linux, abbiano adottato politiche discutibili riguardo i numeri di versione, lievitanti verso cifre oltremodo spropositate in breve tempo. È per questo che gli sviluppatori di XFCE hanno deciso di numerare la prossima versione 4010, anzichè con altre cifre più umane.

Un atto di denuncia, quello del team di sviluppo, che si concretizza in un version number volutamente spropositato ma giustificato in maniera più che razionale. Stanchi del continuo dibattito su XFCE 5.0 gli sviluppatori hanno infatti commentato:

C’è voluto un po’ perchè ce ne accorgessimo, ma il ‘.’ può essere visto come un separatore per le migliaia (o almeno è così nella maggior parte dell’Europa). Così avreste XFCE 4008 e XFCE 4010. Questo non risolve solo i nostri problemi per la prossima versione. Ad un tasso di rilascio di una ogni due anni infatti, liquidiamo l’intera questione della 5.0 per altri 990 anni.

Il dardo è stato lanciato: personalmente dubito che altri risponderanno con provocazioni altrettanto efficaci o con giustificazioni sulle versioni dei propri rilasci, tuttavia rimane legittimo sperare, anche se una faida sui version number è l’ultima cosa di cui il panorama open source ha bisogno, ed è ovviamente un argomento da discutere a latere.

Link: oneOpenSource

 
World IPv6 Launch, inizia la nuova era del web PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 11:30
Il prossimo 6 giugno si terrà il World IPv6 Launch, che segnerà l'inizio dell'era del nuovo protocollo di comunicazione in Rete.

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Intel AppUp, nuove date per Milano e Bologna PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 11:30
Intel chiama nuovamente a raccolta il mondo degli sviluppatori mettendo a disposizione un doppio evento nei giorni del 24 e del 25 gennaio, dapprima a Milano (sede di Intel Corporation Italia S.p.A) e quindi a Bologna (Centro Congressi Hotel Savoia). Essendo pochi i posti disponibili, Intel raccomanda a tutti gli interessati di affrettarsi all’iscrizione. I due [...]

Link: Webnews

 
Google+ introduce l'autocompletamento per gli hashtag PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 11:00

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Mentre Facebook è in procinto di lanciare le nuove Actions, Google continua ad apportare una serie di migliorie al suo social network. Dopo il generatore di meme è tempo di qualcosa di utile alla scrittura dei post: la funzione di autocompletamento per gli hashtag, quelle parole o frasi precedute dal cancelletto introdotte per la prima volta su Twitter ed in seguito adottate anche da Google+.

Ad annunciarlo è stato proprio l’inventore deli hashtag, Chris Messina, Open Web Advocate presso Google: “vogliamo rendere ancor più facile l’uso e la scoperta degli hashtag. Ora quando inizi a scrivere un hashtag in un post o in un commento, Google+ vi presenterà un lista di hashtag che potrebbero interessarvi“.

Questa funzione, per quanto semplice ed immediata, è illustrata nel video che trovate qui sopra. Che aspetta Twitter a seguire l’esempio ed introdurre un simile sistema di suggerimenti?

Via | Google+

Google+ introduce l'autocompletamento per gli hashtag é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 11:00 di mercoledì 18 gennaio 2012.




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Samsung si smarca da RIM PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 11:00
Samsung smentisce i rumor delle ultime ore: nessuna velleità di acquisto circa gli asset Research In Motion, nessuna ambizione di rilevare il brand BlackBerry. «Non abbiamo considerato la possibilità di una acquisizione e non siamo interessati alla cosa»: con queste parole il gruppo coreano manda in fumo i teoremi che erano andati maturando, ma non [...]

Link: Webnews

 
Amazon, in arrivo la ricerca in salsa cloud PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 10:50
Amazon potrebbe presto metter piede per la prima volta nel settore della ricerca online. Il colosso dell’e-commerce, infatti, ha organizzato un evento che si terrà nella giornata odierna durante il quale, secondo fonti vicine alla società, toglierà finalmente i veli da un nuovo prodotto per la ricerca di contenuti dal forte accento cloud, sperimentato privatamente [...]

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SOPA e PIPA: Wikipedia e Reddit guidano la protesta del web coi blackout PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 10:00

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SOPA e PIPA: oggi la protesta del web coi blackout

Stop Online Piracy Act (SOPA) e PROTECT IP Act. Sono i nomi delle due proposte di legge, attualmente in dibattito negli Stati Uniti, contro le quali oggi il web protesta superando i confini americani, per unirsi contro quella che è vista come una delle più serie minacce alla libertà di Internet e di chi la popola. Dopo gli scambi a muso duro dei giorni scorsi (il più famoso è sicuramente quello avvenuto sull’asse Murdoch-Google-Casa Bianca), il 18 gennaio è stato infatti scelto per effettuare nei casi più eclatanti un blackout totale sul Web.

In prima linea c’è Wikipedia, come ben sappiamo sempre pronta a dire la sua su leggi in grado di minacciare la rete così come la conosciamo oggi: la piattaforma guidata da Jimmy Wales chiuderà la propria versione in lingua inglese per 24 ore, simulando come dicevamo un blackout. Ma non si tratta dell’unico sito web che oggi verrà oscurato: all’oscuramento hanno infatti partecipato anche Reddit, Mozilla, Cheezburger Network, i creatori del videogame Minecraft e tanti altri, per una lista in costante aggiornamento che non include ovviamente una miriade di siti personali e portali meno importanti.

Ma anche se in modo minore, la protesta va avanti anche altrove: è un esempio quello di Google, che ha pubblicato un link sulla propria homepage. Non sono mancate invece voci fuori dal coro come quella di Twitter, che in un primo momento ha così commentato il blackout per bocca del suo CEO Dick Costolo, suscitando qualche attimo di tensione:

“Un’idiozia. Chiudere un business globale in reazione a una problematica politica di una singola nazione è da folli.”

Di fronte alle immaginabili critiche, Costolo ha però corretto il tiro, chiarendo la posizione del social network cinguettante:

“Non chiudere un servizio non vuol dire non fronteggiare il problema. Siamo stati molto chiari sulla nostra posizione. Siamo attivi e continueremo a esserlo.”

Come Google, niente shutdown neanche per Twitter quindi, ma supporto alle proteste in modo differente: una linea giustificabile, considerando che l’attuale promotore principale del blackout, Wikipedia, non è un business vero e proprio e può sicuramente contare sulle sue donazioni, che probabilmente andranno anche ad aumentare dopo quest’atto di difesa. Comunque sia, nel caso in cui vogliate unirvi alla protesta, per evitare che i motori di ricerca digeriscano male il blackout del vostro sito è consigliata la lettura del post pubblicato su Read Write Web. Nel caso in cui invece vi manchi Wikipedia, la cache di Google è vostra amica: per lei, nessun blackout.

SOPA e PIPA: Wikipedia e Reddit guidano la protesta del web coi blackout é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 10:00 di mercoledì 18 gennaio 2012.




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Anche Microsoft si schiera contro la SOPA PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 10:00
Anche Microsoft dice di no alla SOPA: il gruppo è comunque disposto a discuterne, valutando eventuali nuove formule così come suggerito dalla Casa Bianca.

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Objective-C è il linguaggio del 2011: e il mondo open? PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 09:35

È l’Objective-C il linguaggio che ha guadagnato più mercato nel 2011. Il verdetto, corredato da una dettagliata analisi, è stato emesso dalla TIOBE, compagnia specializzata nell’analisi della qualità del codice, che come ogni anno ha stilato la classifica dei linguaggi più utilizzati.

L’Objective-C incrementa di 3.91 punti percentuali la sua fetta di mercato rispetto al gennaio 2011 scalando 3 posizioni e portandosi al quinto posto della classifica. Il linguaggio di casa Apple continua quindi l’ascesa che l’ha portato da linguaggio di nicchia nei primi anni novanta ad essere il quinto linguaggio più importante del 2012.

Per la TIOBE il motivo di questo fenomeno è chiaro: l’introduzione di iPhone e iPad. Dal 2008 ad oggi infatti Objective-C ha visto moltiplicare di 40 volte il proprio indice trascinato dai numerosi nuovi sviluppatori intenzionati a sviluppare per la piattaforma mobile di Cupertino.

Il mondo OpenSource però non deve preoccuparsi: nonostante tutto Java e C mantengono saldamente la prima posizione della classifica distaccando lo sfidante di quasi 27 punti percentuali. Inoltre il mondo GNU, come succede spesso, è già preparato ed esiste da tempo il progetto GNUStep, un implementazione libera delle librerie Cocoa di Objective-C.

Tornando alla classifica TIOBE, un’altra sorpresa, questa volta negativa, arriva invece dal PHP (-2.13%) e dal Python, vincitore dello scorso anno, che in questo 2011 registra una pesantissima battuta d’arresto (-3.05%).

Il report si conclude con una piccola analisi di cosa ci aspetta nel 2012 pronosticando un buon successo per linguaggi quali F#, un linguaggio funzionale del framework .NET, Groovy, un altro tentativo di mandare in pensione Java, e R, linguaggio standard in ambiente statistico entrato nel 2011 per la prima volta nella top 20.

Tutta la metodologia utilizzata per ricavare questi dati è consultabile a questo indirizzo.

Link: oneOpenSource

 
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